Avevo un’amica, si chiamava Epilessia

Avevo un’amica, si chiamava Epilessia, è rimasta per 20 anni al mio fianco, non mi lasciava mai.

Conobbi epy la prima volta a 16 anni, quando mia zia Tiziana mi stava insegnando a guidare il motorino, ebbi una sorta di mancamento e volai letteralmente dal mezzo, lanciato a tutta velocità.

Allora i miei genitori non sapevano di lei e mi misero in punizione per aver rotto il motorino e fatto male a mia zia, che per non farmi prendere in pieno il muro tentò di frenare e si fece male alla gamba.

Due anni dopo, tornando a casa da scuola, mi ero seduta a pranzare, ricordo ancora che in tv davano Mai dire Martedì, mi divertiva molto quello spettacolo. Ad un certo punto alzo il braccio e cado rovinosamente a terra diventando rigida come un pezzo di legno, la lingua stava rientrando in gola e mi ero fatta la pipì addosso. Mia madre e mia sorellina, allora piccolissima, erano molto spaventate e mio padre mi chiamava da lontano mentre l’infermiere mi rianimava. Io mi sentivo molto leggera, in un posto buio e freddo, quello che mi ricordo di allora era la voce di mio padre in lontananza, che mi chiamava. Io rispondevo ma lui non mi sentiva.

Quando mi risvegliai in tv davano il film il bambino d’oro ,  l’ambulanza arrivò quando io ero sulla sedia, con il plaid a domandarmi perchè tutte quelle persone mi fissavano e perchè mi ero fatta la pipì addosso.  Sono stata fortunata che di fronte casa ci fosse il padrino di mia sorellina che è infermiere, Pino , lo ringrazio perchè gli devo la vita.

Da allora il mio calvario in ospedale, eeg, tac e risonanza magnetica, da allora la mia amica epilessia è diventata la mia ombra.

Iniziai a prendere il depakin e ogni anno aumentavano le dosi, le mie assenze erano sempre più frequenti e avevo una paura matta di uscire di casa. Mia sorellina che allora era alle elementari mi prese per mano e mi obbligò ad uscire, lei piccolissima che dava una lezione di vita a me.

Passavano gli anni, la depressione un pò dovuta al fatto che non potevo fare molte delle cose che facevano i miei coetanei, mi sentivo strana e non potevo più guidare aumentava giorno dopo giorno.

Epy non mi abbandonava mai, era sempre più alta e pesante, a volte mi irritava talmente tanto da farmi trattare male la mia famiglia, delle volte mi faceva rimpinzare delle cose che c’erano nel frigo. Ora, passati 20 anni sembra che la mia carissima Epi sia andata via, certo sono in osservazione, dovranno passare tre anni senza crisi epilettiche per poter dire effettivamente che sono guarita.

Nella mia vita, dopo il bullismo subito, ho dovuto subire la discriminazione di chi mi credeva una strega per via della mia cara amica, non volevano uscissi con loro e nemmeno assumermi a lavoro, con la paura che avessi una crisi durante l’orario lavorativo, mi guardavano tutti come se fossi una strana bestia di cui avere paura. Non ho mai avuto accanto persone sincere e tranquille se non i miei genitori, mia sorella e la mia famiglia in generale.

Ora cara Epy ti prego non tornare perchè senza te sto iniziando ad avere una vita normale….

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